SPECIALIZZAZIONI – COMUNICATO CONGIUNTO ADC -ANC

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SPECIALIZZAZIONI – COMUNICATO CONGIUNTO ADC -ANC

2019-05-17T10:01:51+00:00News del giorno|0 Commenti

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

La profession c’est moi

Roma, 16 maggio 2019

Lo diciamo da sempre: riteniamo l’unità della categoria, nelle sue manifestazioni e nella sua rappresentatività, l’unica modalità sana e fruttuosa di lavorare.

Per questo ci siamo seduti al tavolo del dialogo, convinti di apportare le nostre idee e le nostre istanze, e pronti ad ascoltare quelle delle altre delle Associazioni e del Consiglio Nazionale, a criticarle costruttivamente,  se l’avessimo ritenuto opportuno, e a sposarle pienamente, se ci avessero convinto.

Il dialogo per la riforma dell’Ordinamento della professione si è avviato nella trasparenza  ma, al termine del percorso, il tema dell’unità della categoria, punto cruciale per tutti i colleghi, è rimasto inalterato e su quel tavolo l’Albo unico ne è uscito diviso tra generalisti e specialisti.

Oggi i rumors di Palazzo riportano di un emendamento al Decreto Crescita che è stato depositato  ed andrà in aula a breve.

Ciò che lascia veramente senza parole è la tematica dell’emendamento: il riconoscimento delle cosiddette “specializzazioni” nella nostra professione.

Dopo mesi di discussione sulla questione, dopo aver argomentato sul perché un corso di formazione non può essere considerato più valevole di un’esperienza decennale sul mercato, dopo aver ribadito che un albo suddiviso tra specialisti e commercialisti di serie B porterebbe unicamente allo svilimento della professione,  prendiamo atto che tutti i nostri rilievi sono rimasti inascoltati; il Consiglio Nazionale chiede che le specializzazioni, così come da loro declinate, diventino legge, cancellando con un colpo di spugna tutto il dibattito precedente.

Se tutto ciò fosse confermato, ci sarebbe veramente da chiedersi che senso hanno le riunioni, i tavoli e gli accorati appelli al dialogo, se tanto alla fine tutto diventa una beffa.

I commercialisti dovrebbero dal giorno dopo l’approvazione intasare le SAF, scuole di Alta Formazione, per conseguire il titolo di specialista. I costi medi sono stimati in 2000,00 euro a corso (oltre alle 200 ore di formazione), costi  che naturalmente andranno ad aggiungersi alle spese  che il  professionista sostiene già.

Le aeree delle specializzazioni: amministrazione e controllo imprese, procedure concorsuali e risanamento, funzioni giudiziarie e metodi ADR, economia degli enti locali e no profit, Finanza aziendale, consulenza e pianificazione fiscale, Contenzioso, principi contabili e di valutazione,  economia e fiscalità del Lavoro.

A nostro parere, una riforma così dirompente non può passare attraverso un emendamento su un singolo articolo del nostro ordinamento professionale, oltretutto inserito in un provvedimento che nulla c’entra con la nostra professione.

Se si sente bisogno di un aggiornamento della nostra Legge istitutiva, come sicuramente è , il tutto va ricondotto in una proposta complessiva.

Il Consiglio Nazionale aveva iniziato un lavoro in tal senso, ma non lo ha portato a termine  e  a nessuno, ordini locali  o associazioni,  è mai stato presentato un testo di sintesi  conclusivo per chiedere un parere a tutti i colleghi prima della sua presentazione al legislatore.

È questo che noi riteniamo ancora indispensabile e chiediamo al nostro Consiglio Nazionale.

Non abbiamo bisogno di sancire come “specializzazione” quello che già ci è riconosciuto e che sappiamo fare, oggetto della nostra professione. Abbiamo bisogno di semplificazioni vere, non delle pillole che sembra vengano approvate in questi giorni.

Quale sarebbe la contropartita delle specializzazioni? La rinuncia alle competenze sugli affitti d’azienda, aggravata dall’accostamento della professione alla mafia; accettare senza fiatare gli ISA, Indici sintetici di affidabilità, ulteriore adempimento  a carico dei contribuenti e dei loro consulenti. Corollario all’inferno di un sistema di deleghe che proliferano, si autoalimentano, debbono essere conservate più delle dichiarazioni e i registri, uno per ogni tipo di delega. Complicazioni che sicuramente nel tempo mostreranno tutte le loro “falle” fino ad essere poi aggrediti nei contenziosi ed infine abbandonati come è accaduto a tutti i precedenti metodi di controllo statistico? ISA che, come al solito, arrivano con la loro regolamentazione e le loro circolari troppo tardi per poter essere legittimamente utilizzati  per valutare i dati del 2018. Addirittura ci viene chiesto di prelevare file, inserirlo nel nostro gestionale,  elaborarlo (sostituendoci di fatto a chi di competenza nell’Agenzia) e inviarlo. Siamo quindi giunti al paradosso per cui, in questo sistema al contrario,  al professionista viene chiesto di svolgere compiti dell’amministrazione, gratuitamente e senza tornaconto o ringraziamento alcuno.

Le chiamano semplificazioni e riconoscimento, si leggono burocrazia e  costi, costi e paletti all’accesso e allo svolgimento della professione.

ADC – ANC Comunicazione

Comunicato Stampa ADC-ANC 16.05.2019

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