Proroga dell’Allerta: una misura a sostegno della totalità delle PMI

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Proroga dell’Allerta: una misura a sostegno della totalità delle PMI

Il D.L. n. 9/2020 ha esteso la proroga al 15/02/2021 relativa agli obblighi di segnalazione di tutte le cosiddette nano imprese. Un provvedimento, è importante sottolineare, generale e non relativo soltanto alle aziende presenti nelle aree più colpite dall’emergenza sanitaria relativa al COVID-19. Ciò avviene indipendentemente dall’obbligo di dotarsi dell’organo di controllo ai sensi del nuovo art. 2477 c.c.. La proroga semestrale in questione si riferisce anche agli enti pubblici qualificati come L’INPS, l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia della riscossione e (sempre se presenti) agli organi di controllo interno che avrebbero la possibilità di avviare la procedura di allerta nei confronti delle PMI.

L’esecutivo, dunque, ha preferito nella fase embrionale una gradualità (da parte degli organi di controllo interno e dei revisori contabili) per quanto concerne il sistema delle segnalazioni all’organismo di composizione della crisi. Vengono esonerate all’assoggettamento a tale prescrizione tutte le piccole e microimprese le quali (anche a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus e dei relativi danni economici sofferti) si trovano in una situazione di effettiva difficoltà a dotarsi degli strumenti per rilevare i sintomi della crisi e, di conseguenza, per mettere in atto le azioni indispensabili per limitarla.

I destinatari della segnalazione sono l’OCRI e gli stessi organi di controllo societario di tutte le PMI (imprese micro, piccole e medie). Si delinea (sulla base di quanto è possibile leggere nella relazione illustrativa al decreto legge) una previsione di regime transitorio e viene differita al 15/02/2021 l’effettivo obbligo di segnalazione gravante sugli organi di controllo, sui revisori contabili e sui creditori pubblici qualificati.

Il D.L. 02/03/2020 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 2 marzo 2020) “misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Coronavirus” prevede, fra l’altro, interventi a sostegno di coloro che, effettivamente, risentono, direttamente ma anche indirettamente, dell’emergenza in atto. Fra i soggetti maggiormente colpiti, e non potrebbe essere diversamente, vi sono le imprese. Proprio per questo il cosiddetto sistema dell’allerta è stato prorogato. 

Bisogna ricordare, inoltre, che il decreto correttivo della crisi (il quale è stati approvato preliminarmente dal Consiglio dei Ministri ed ora all’esame delle commissioni parlamentari) dispone (articolo 41) “l’obbligo di segnalazione di cui agli articoli 14, comma 2, secondo e terzo periodo e 15, del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 opera a decorrere dal 15 febbraio 2021 per le imprese che negli ultimi due esercizi non hanno superato alcuno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità”.

Un capitolo a parte riguarda la responsabilità dell’organo di controllo. Facendo riferimento alla relazione accompagnatoria al decreto correttivo, viene spiegato che il differimento dell’obbligo ex art. 14, comma 2, comporta anche il differimento dell’operatività della causa di esonero da responsabilità che, oltre all’avviso all’organo amministrativo, presupponeva anche la tempestiva segnalazione all’OCRI. E’ possibile ipotizzare che il differimento in questione venga esteso a tutte le società che sono oggetto della proroga. L’allerta, in conclusione, viene rinviata. Resta ferma, invece, la responsabilità degli organi di controllo, per i quali viene rinviato esclusivamente l’onere ad eseguire le segnalazioni all’OCRI per i sei mesi successivi al 15 agosto 2020 (per giungere appunto al 15 febbraio 2021), data di entrata in vigore del Codice della crisi.

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