La plastic tax nella Legge di Bilancio 2020

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La plastic tax nella Legge di Bilancio 2020

2020-02-13T11:48:06+00:00Bilancio e Società|0 Commenti

La plastic tax rappresenta, senza ombra di dubbio, una delle principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2020. Si tratta, nel dettaglio, di una misura posta a difesa dell’ambiente che entrerà effettivamente in vigore a luglio 2020. Attraverso questa norma, l’Italia si adegua alla Direttiva Comunitaria 2019/904/UE il cui target è quello di ridurre significativamente la presenza e diffusione dei prodotti in plastica che risultano maggiormente nocivi e finiscono per inquinare il mare e le spiagge europee.

Ci troviamo di fronte ad un’imposta regolamentata dall’articolo 1 (commi 634-658) che ha come ambito di applicazione i manufatti che hanno o sono destinati ad avere funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari. Non a caso il nome più corretto di questa norma sarebbe: “imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI)”. La normativa, nello specifico, prevede che “i manufatti devono essere realizzati, anche in forma di fogli, pellicole o strisce, con l’impiego, anche parziale, di materie plastiche, costituite da polimeri organici di origine sintetica e non devono essere ideati, progettati o immessi sul mercato per compiere più trasferimenti durante il loro ciclo di vita o per essere riutilizzati per lo stesso scopo per il quale sono stati ideati”. Sono esclusi dal campo di riferimento della plastic tax, invece, i manufatti compostabili (norma UNI EN 13432:2002), i dispositivi medici classificati dalla Commissione unica sui dispositivi medici ed i manufatti adibiti a contenere e proteggere preparati medicinali.

L’obbligazione tributaria, andando più nel dettaglio, sorge al momento della produzione, dell’importazione definitiva nel territorio nazionale o dell’introduzione nel medesimo territorio da altri Paesi dell’Unione Europea. I soggetti passivi della plastic tax sono: il fabbricante per i MACSI (manufatti con singolo impiego) realizzati nel territorio nazionale, il soggetto che li acquisti nell’esercizio dell’attività economica o che li ceda, se i MACSI sono acquistati da un consumatore finale, per i MACSI provenienti da altri Paesi UE e, infine, l’importatore per i i MACSI provenienti da Paesi terzi.

L’accertamento dell’imposta viene effettuato attraverso dichiarazioni trimestrali che i soggetti passivi (ad eccezione dell’importatore) sono obbligati a presentare all’Agenzia delle dogane e dei monopoli entro la fine del mese successivo al trimestre solare cui la dichiarazione si riferisce. I controlli sono effettuati dalla stessa Agenzia delle dogane e dei monopoli la quale ha la possibilità di accedere agli impianti di produzione dei manufatti con singolo impiego per acquisire elementi utile all’accertamento della corretta applicazione delle disposizioni in questione. La Guardia di Finanza (sulla base dell’articolo 2 D.Lgs. 68/2001) effettua i controlli avvalendosi delle facoltà e dei poteri per l’espletamento delle funzioni di polizia economica e finanziaria previsti.

Molto importante, ovviamente, è l’aspetto legato agli effettivi importi da pagare da parte dei soggetti passivi. Questi ultimi sono pari a 45 centesimi di euro per Kg di plastica contenuta nei manufatti con singolo impiego. Nella circostanza di imposta dovuta inferiore a 10 €, è bene sottolineare che il versamento non va effettuato e, inoltre, non è necessario presentare la relativa dichiarazione. E’ prevista dalla disciplina che stiamo analizzando anche il rimborso della plastic tax. Ciò avviene nel caso in cui sia stata indebitamente pagata anche se tale possibilità non è ammessa per importi inferiori a 10 €. Il termine per la richiesta è di due anni dal pagamento. Molto importante è anche soffermarsi sul termine di prescrizione per il recupero dei crediti che è di 5 anni. Tale termine viene interrotto in caso di esercizio dell’azione penale. In questa particolare evenienza esso decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio penale.

Essendo la normativa finalizzata ad una tutela ambientale, esistono delle condizioni incentivanti. E’ previsto, infatti, un credito d’imposta, pari al 10% delle spese sostenute nel periodo compreso dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, relative all’adeguamento tecnologico mirato alla produzione di manufatti compostabili ai sensi dello standard EN 13432:2002, fino ad un importo massimo di euro 20.000 per singolo beneficiario, utilizzabile unicamente in compensazione entro il limite complessivo di 30 milioni di euro per il 2021.

Ci soffermiamo, infine, sul regime sanzionatorio previsto per la plastic tax. Qualora vi sia il mancato pagamento dell’imposta, si incorre in una sanzione amministrativa dal doppio al decuplo dell’imposta evasa (non inferiore a 500 €). Nel caso di ritardo nel pagamento della plastic tax, invece, viene applicata la sanzione amministrativa di importo pari al 30% dell’imposta dovuta (non inferiore a 250 €). Mentre nel caso di tardiva presentazione della dichiarazione o per ogni altra violazione, la sanzione amministrativa applicata va da 500 s 5.000 €.

 

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