Il nuovo Albo dei curatori fallimentari, liquidatori e commissari giudiziali

//Il nuovo Albo dei curatori fallimentari, liquidatori e commissari giudiziali

Il nuovo Albo dei curatori fallimentari, liquidatori e commissari giudiziali

Il 16 marzo 2019 è entrato in vigore la norma (art. 356 c. 1 primo periodo CCII) attraverso la quale viene istituito, presso il Ministero della Giustizia, un apposito Albo per i soggetti che svolgono su incarico del Tribunale (indifferentemente se in maniera individuale o societaria) le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore per quanto riguarda le procedure previste nel Codice della Crisi e dell’Insolvenza.

Il legislatore, inoltre, ha garantito il raccordo dei dati con le informazioni contenute nel registro nazionale (previsto dall’art 125 c. 4 CCII) il quale annovera al proprio interno i provvedimenti di nomina dei curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori giudiziali (art. 356 c. 1 secondo periodo CCII).

L’attività di controllo sull’operato degli iscritti all’albo, come recita l’articolo 356 c. 1 terzo periodo CCII, è di competenza del Ministero della Giustizia.

L’articolo 356 c. 2 primo periodo CCII, fra l’altro, prescrive determinate condizioni per poter accedere all’Albo in analisi. Bisogna (secondo quanto indicato dall’art. 358 c. 1 lett. a CCII), innanzitutto, godere dell’iscrizione agli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti, degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro. L’articolo 358 c. 1 lett. B CCII, inoltre, chiarisce che è necessario essere studi professionali associati o società tra professionisti (anche in questo caso, ovviamente, dovrà essere soddisfatto il requisito di iscrizione presso gli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti, degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro come indicato in precedenza). In quest’ultima ipotesi, all’atto dell’accettazione dell’incarico, è di fondamentale importanza la designazione della persona fisica responsabile della procedura. E’ ovvio che i requisiti appena descritti devono essere in possesso del soggetto che accetta l’incarico, del legale rappresentante della società tra professionisti e da tutti i componenti dello studio professionale associato (art. 356 c. 2 quinto periodo CCII). Vitale per l’iscrizione all’Albo (come detta l’art. 358 c. 1 lett. C CCII) è l’avere svolto specifiche funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società di capitali o società cooperative dando prova di adeguate capacità di carattere imprenditoriale e purché non sia intervenuta, nei confronti di tali enti, una dichiarazione di apertura della procedura di liquidazione giudiziale. E’, infine, necessario (come previsto previsti all’art. 4 c. 5 lett. b, c, d DM giustizia 24 settembre 2014 n. 202 e successive modificazioni) necessario aver assolto agli obblighi di formazione.

Possono accedere, per quanto riguarda il primo popolamento dell’Albo, anche coloro che, avendo i requisiti sopra elencati, documentino di essere stati nominati (al 16 marzo 2019) curatori fallimentari, commissari o liquidatori giudiziali in almeno 4 procedure negli ultimi 4 anni (art. 356 c. 2 secondo periodo CCII).

Per quanto riguarda il mantenimento dell’iscrizione all’Albo (art. 356 c. 2 terzo periodo CCII) è necessaria l’acquisizione di uno specifico aggiornamento biennale. Di primaria importanza, in conclusione, è e sarà la funzione assegnata alla Scuola superiore della magistratura a cui è affidato il compito di elaborare le linee guida generali per la definizione dei programmi dei corsi di formazione e aggiornamento secondo quanto prescritto dall’art. 356 c. 2 quinto periodo CCII.

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